Sono sposato con Angela, e insieme abbiamo due figli, Gabriele e Lorenzo, che rappresentano per me la speranza e il futuro. La famiglia mi ricorda sempre di non dimenticare che ogni decisione politica tocca la vita concreta delle persone.
Fin da ragazzo ho avuto due grandi passioni: la storia e la comunità. La storia mi ha insegnato a guardare indietro per capire il presente, la comunità mi ha spinto a impegnarmi per gli altri. Non a caso ho scritto libri e saggi dedicati a Firenze, alle sue festività, ai suoi personaggi: perché raccontare la nostra identità significa renderla viva, attuale, condivisa.
Ho iniziato il mio percorso politico a Firenze, dove sono stato consigliere comunale dal 1990. In quegli anni ho avuto la possibilità di conoscere da vicino i bisogni delle persone, di imparare quanto conti l’ascolto e la concretezza. Ho ricoperto incarichi da assessore, occupandomi di sport, cultura, tradizioni popolari, lavori pubblici, mobilità: temi che parlano di vita quotidiana e di coesione sociale.
Dal 2009 al 2014 sono stato Presidente del Consiglio comunale di Firenze, un’esperienza che mi ha fatto toccare con mano la ricchezza del dibattito democratico e la responsabilità di dare voce a tutti.
Successivamente, il mio impegno si è allargato alla Toscana intera. Sono stato eletto in Consiglio regionale nel 2010 e nel 2015 ho assunto la presidenza del Consiglio regionale. Anche lì ho mantenuto lo stesso spirito: vicinanza, passione, rispetto delle istituzioni come casa comune dei cittadini.
Oltre alla politica, ho sempre coltivato un amore profondo per la cultura. Le rievocazioni storiche, le feste popolari, i musei non sono solo memoria: sono energia viva, identità collettiva, orgoglio condiviso. In ogni manifestazione, in ogni celebrazione, ho sempre visto una comunità che si riconosce e che si stringe intorno a ciò che la rende unica.
Sono tifoso della Fiorentina. Ma il mio legame con lo sport non si è fermato al tifo. Come amministratore ho voluto impegnarmi per lo sport a tutti i livelli: dalle grandi manifestazioni alle piccole società di quartiere.
Credo che ogni campo sportivo, ogni palestra di periferia, sia un luogo in cui si impara a stare insieme, a rispettarsi, a superare i propri limiti. Lo sport è una grande scuola di vita, e per questo ho sempre cercato di valorizzarlo nelle istituzioni in cui ho lavorato.
Dal 2020 ho l’onore di essere Presidente della Regione Toscana. Ho iniziato il mio mandato nei giorni più difficili: la pandemia stava sconvolgendo le nostre vite, e la priorità era proteggere la salute dei cittadini, rafforzare gli ospedali, non lasciare indietro nessuno.
Superata l’emergenza sanitaria, sono arrivate altre sfide: le alluvioni e le frane che hanno colpito la Toscana. Ricordo notti intere trascorse nei territori devastati, tra famiglie che avevano perso la casa o l’attività. In quei momenti ho capito ancora una volta che governare significa esserci, non lasciare mai soli i cittadini.
Parallelamente, in questi anni ho lavorato per consolidare la sanità pubblica, sostenere il lavoro e le imprese, accompagnare la Toscana verso una transizione ecologica giusta, che non lasci indietro nessuno. Ho creduto e credo nella forza della cultura e del turismo come motori di sviluppo, ma sempre rispettando il nostro paesaggio e il nostro ambiente.
Oggi guardo al futuro con lo stesso entusiasmo e con la stessa energia con cui ho iniziato. La Toscana è la mia casa, la mia passione, la mia responsabilità. Credo in una regione solidale, che non abbandona i più fragili; orgogliosa delle proprie tradizioni e del proprio patrimonio; e moderna, capace di affrontare le sfide della contemporaneità con coraggio e visione.
Ogni giorno, incontrando le persone nelle città, nelle imprese, nei paesi, nei luoghi colpiti dalle difficoltà, ritrovo il senso del mio impegno.
La politica per me resta questo: esserci, guardare negli occhi le persone, condividere speranze e problemi, e costruire insieme le soluzioni.